Milton Glaser era un vecchio acciaccato nato il 26 giugno 1929, uno di quelli che si poteva incontrare quotidianamente nei larghi marciapiedi di
Midtown a camminare nella zona del suo studio sulla 32nd tra la 2nd e la 3rd Avenue. I più non potevano avere idea di quale mito fosse quell’anziano uomo.
Milton Glaser è diventato inconsapevolmente il grafico più famoso di New York e l’ideatore di quel logo, nato per magia, impresso nei gadget e nelle maglie che quasi tutti i turisti che approdano nella Grande Mela acquistano: I❤️NY.
È morto nella sua casa di Manhattan il giorno del suo 91° compleanno lasciando sua moglie Shirley e un’importante eredità fatta di linee e colori a tutti gli amanti della City e dell’arte in generale.
La sua opera più importante nacque per caso nel 1976, su un pezzo di carta con una matita rossa, nei sedili di un taxi mentre andava a lavoro. Oggi la bozza originale di quel logotipo diventato simbolo identificativo per New York quanto la Statua della Libertà o l’Empire State Building, è esposto al MoMa Museum.
Tra le grandi opere figlie del famoso emigrato ungherese ci sono: la copertina di un disco di Bob Dylan che ha venduto 6 milioni di copie, varie locandine pubblicitarie per Olivetti e diverse campagne promozionali per alcune città italiane come Rimini e Positano e la fondazione del New York Magazine, e ancora il bellissimo logo creato dopo l’11 settembre 2001 che riportava la scritta “I❤️NY MORE THAN EVER” dove il cuore rosso aveva un’ombra nera in basso a sinistra nella zona corrispondente al deturpato World Trade Center a Manhattan.
Io “lo conobbi” grazie ad una bellissima video intervista trovata su YouTube, fatta qualche anno fa da Bob (Giuseppe) Liuzzo, un Graphic Designer amante di New York come il sottoscritto.L’anno scorso il giorno del suo compleanno decisi di fargli gli auguri e gli scrissi su Instagram, senza nessuna aspettativa, ma solo perché mi faceva piacere dimostrargli la mia gratitudine per la collezione di magliette con il suo logo che possiedo. Qualche giorno dopo, come un fulmine a ciel sereno, mi rispose con una frase scritta di suo pugno e fotografata, forse la stessa usata per ringraziare le migliaia di persone che avranno avuto il mio stesso pensiero, o forse no, ma è stata un'emozione fortissima ricevere una risposta e leggere le sue parole.
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